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La presenza di tre grandi conventi all’interno della Gaita, la relativa vicinanza al fiume e la toponomastica e la denominazione della Gaita sono stati motivo di studio da parte del prof. Andrea Barlucchi che ha individuato un quartiere con caratteri “industriali” ipotizzando come zona a forte predisposizione artigianale e commerciale buona parte del quartiere soprattutto per il tratto più vicino al fiume. Ed è per questo che la scelta dei mestieri è stata indirizzata a quelli più legati all’arte del fuoco, come la zecca, con una divagazione negli ultimi anni con la ricostruzione della liuteria e della bottega del dipintore, mestieri questi per certi versi con molte analogie, in ossequio alla sua vocazione artistica.